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ZEALOT: The Life and Times of Jesus of…
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ZEALOT: The Life and Times of Jesus of Nazareth (2013 original; edició 2013)

de Reza Aslan (Autor)

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2,5211254,781 (3.88)2 / 156
Sifting through centuries of mythmaking, Reza Aslan sheds new light on one of history's most influential and enigmatic characters by examining Jesus through the lens of the tumultuous era in which he lived: first-century Palestine, an age awash in apocalyptic fervor. Scores of Jewish prophets, preachers, and would-be messiahs wandered through the Holy Land, bearing messages from God. This was the age of zealotry--a fervent nationalism that made resistance to the Roman occupation a sacred duty incumbent on all Jews. And few figures better exemplified this principle than the charismatic Galilean who defied both the imperial authorities and their allies in the Jewish religious hierarchy.… (més)
Membre:jslink89
Títol:ZEALOT: The Life and Times of Jesus of Nazareth
Autors:Reza Aslan (Autor)
Informació:Random House (2013), Edition: Illustrated, 296 pages
Col·leccions:La teva biblioteca
Valoració:
Etiquetes:Cap

Informació de l'obra

Zealot: The Life and Times of Jesus of Nazareth de Reza Aslan (2013)

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Not an expert in this field, so my perspective might be a bit off, but it seems well historically grounded. It is also undeniably compelling in its writing. Read it, believe it or don't, but use it as a starting point for historical context of a religious figure; it's worth it. If you are a Christian (as I am), you owe it to yourself to be informed about the basis for your faith. ( )
  karimagon | Jun 23, 2022 |
La versione originale inglese di questo libro lo definisce “zealot”, quella italiana lo chiama “ribelle”. Il dizionario inglese, a dire il vero, offre una lunga sfilza di sinonimi del tipo “fanatico, entusiasta, estremista, radicale, attivista, militante, bigotto, dommatico, settario, partigiano, infido, maniaco”. Non mi pare che facciano giustizia a quella importante “figura storica” che si chiama Gesù. Una “giustizia” di tipo, ovviamente, terreno e poco religiosa.

Il libro l’ho letto in inglese, mi propongo di trovare l’edizione italiana per meglio contestualizzare le cose di cui parla. E’ costato all’autore due decenni di lavoro, un autorevole e rispettabile esperto studioso arabo iraniano di storia delle religioni. Il libro è stato pubblicato negli Usa e in Inghilterra nel 2013. Me lo sono trovato tra le mani in questi giorni prenatalizi di fine anno, non ricordo bene cosa mi spinse a comprarlo da Amazon.

L’ho ritrovato dietro una siepe di altri libri, mi è parso opportuno affrontare la lettura in questo contesto quanto mai appropriato. Diviso in tre parti, quindici capitoli, tre prologhi ed una introduzione, con oltre cento pagine di note ed una ricca bibliografia, il lavoro è ineccepibile da un punto di vista strettamente documentario. Risponde in maniera egregia alle canoniche domande che cerco sempre di assegnare alla affidabilità di un libro.

Reza Aslan si propone di dare una risposta a “chi” era l’uomo chiamato Gesù, “cosa” si proponeva, “quando” apparve sulla scena del mondo del suo tempo, “dove” fece sentire la sua presenza, e “perchè” la sua vita ebbe un senso. Un impegno molto forte quello di Aslan. Sono migliaia le recensioni disponibili su GoodReads e altri siti di libri, punti di vista che aiutano chi vuole dare un senso alle sue letture. Aslan ha dato alla sua ricerca uno stile quanto mai contestualizzato. Il suo sistema di lavoro ha un approccio molto diverso al problema interpretativo dei canonici testi sacri biblici. Per lui ha poco interesse la storia dell’individuo chiamato Gesù ed i suoi attributi teologici.

Ciò che conta per Aslan è il contesto: la politica, la sociologia, l’amministrazione governativa e la cultura dei tempi, prima, durante e dopo la breve vita di Gesù. Mettendo insieme ciò che sappiamo di questo contesto, con la conoscenza storica molto limitata di Gesù e le prime interpretazioni teologiche della sua vita, Aslan crea una storia molto leggibile, molto moderna e coerente sull’Uomo e la sua missione.

Chi crede, ovviamente, può non accettare questo sistema di lavoro. L’esegesi di Aslan è professionale, sempre rispettosa ed inoffensiva da riuscire a spiegare tanto, sia della teologia che della storia di Gesù, facendo riferimento a eventi, condizioni e motivi che sono del tutto indipendente da lui, dai suoi seguaci e dai suoi avversari. La storia raccontata da Aslan incorpora contraddizioni bibliche, non-sequitur e anche molto spesso l’impossibilità assoluta di una narrazione coerente.

Una minaccia questa per la quale chi crede e legge fideisticamente può provare irritazione. Sulla vera identità dell’uomo Gesù continua a cadere il velo del mistero, che rimane tale e che solo la fede può disvelare. In un mondo tanto diverso oggi dai tempi in cui visse Gesù detto il Nazareno, pensare a un Dio Creatore che manda suo figlio su un pianeta chiamato Terra per una missione che rimane (im)possibile, (dipende dai punti di vista), collocato in un universo fatto da tanti infiniti universi, rimane un racconto quanto mai avvincente. Ecco come Reza Aslan conclude il suo libro:

Duemila anni dopo, la creazione del Cristo di Paolo ha completamente assorbito il Gesù della storia. Il ricordo del fanatico rivoluzionario che attraversò la Galilea radunando un esercito di discepoli con l’obiettivo di stabilire il Regno di Dio sulla terra, il predicatore magnetico che sfidò l’autorità dei sacerdoti del Tempio a Gerusalemme, il nazionalista ebreo radicale che sfidò l’occupazione romana e perse, è stato quasi completamente perduto nella storia. Peccato. Perché l’unica cosa che ogni studio completo del Gesù storico dovrebbe rivelare, io credo, è che Gesù di Nazareth, Gesù l’uomo, è altrettanto avvincente, carismatico e degno di lode come Gesù il Cristo. In breve, è qualcuno in cui vale la pena credere. ( )
  AntonioGallo | Mar 15, 2022 |
La versione originale inglese di questo libro lo definisce “zealot”, quella italiana lo chiama “ribelle”. Il dizionario inglese, a dire il vero, offre una lunga sfilza di sinonimi del tipo “fanatico, entusiasta, estremista, radicale, attivista, militante, bigotto, dommatico, settario, partigiano, infido, maniaco”. Non mi pare che facciano giustizia a quella importante “figura storica” che si chiama Gesù. Una “giustizia” di tipo, ovviamente, terreno e poco religiosa.

Il libro l’ho letto in inglese, mi propongo di trovare l’edizione italiana per meglio contestualizzare le cose di cui parla. E’ costato all’autore due decenni di lavoro, un autorevole e rispettabile esperto studioso arabo iraniano di storia delle religioni. Il libro è stato pubblicato negli Usa e in Inghilterra nel 2013. Me lo sono trovato tra le mani in questi giorni prenatalizi di fine anno, non ricordo bene cosa mi spinse a comprarlo da Amazon.

L’ho ritrovato dietro una siepe di altri libri, mi è parso opportuno affrontare la lettura in questo contesto quanto mai appropriato. Diviso in tre parti, quindici capitoli, tre prologhi ed una introduzione, con oltre cento pagine di note ed una ricca bibliografia, il lavoro è ineccepibile da un punto di vista strettamente documentario. Risponde in maniera egregia alle canoniche domande che cerco sempre di assegnare alla affidabilità di un libro.

Reza Aslan si propone di dare una risposta a “chi” era l’uomo chiamato Gesù, “cosa” si proponeva, “quando” apparve sulla scena del mondo del suo tempo, “dove” fece sentire la sua presenza, e “perchè” la sua vita ebbe un senso. Un impegno molto forte quello di Aslan. Sono migliaia le recensioni disponibili su GoodReads e altri siti di libri, punti di vista che aiutano chi vuole dare un senso alle sue letture. Aslan ha dato alla sua ricerca uno stile quanto mai contestualizzato. Il suo sistema di lavoro ha un approccio molto diverso al problema interpretativo dei canonici testi sacri biblici. Per lui ha poco interesse la storia dell’individuo chiamato Gesù ed i suoi attributi teologici.

Ciò che conta per Aslan è il contesto: la politica, la sociologia, l’amministrazione governativa e la cultura dei tempi, prima, durante e dopo la breve vita di Gesù. Mettendo insieme ciò che sappiamo di questo contesto, con la conoscenza storica molto limitata di Gesù e le prime interpretazioni teologiche della sua vita, Aslan crea una storia molto leggibile, molto moderna e coerente sull’Uomo e la sua missione.

Chi crede, ovviamente, può non accettare questo sistema di lavoro. L’esegesi di Aslan è professionale, sempre rispettosa ed inoffensiva da riuscire a spiegare tanto, sia della teologia che della storia di Gesù, facendo riferimento a eventi, condizioni e motivi che sono del tutto indipendente da lui, dai suoi seguaci e dai suoi avversari. La storia raccontata da Aslan incorpora contraddizioni bibliche, non-sequitur e anche molto spesso l’impossibilità assoluta di una narrazione coerente.

Una minaccia questa per la quale chi crede e legge fideisticamente può provare irritazione. Sulla vera identità dell’uomo Gesù continua a cadere il velo del mistero, che rimane tale e che solo la fede può disvelare. In un mondo tanto diverso oggi dai tempi in cui visse Gesù detto il Nazareno, pensare a un Dio Creatore che manda suo figlio su un pianeta chiamato Terra per una missione che rimane (im)possibile, (dipende dai punti di vista), collocato in un universo fatto da tanti infiniti universi, rimane un racconto quanto mai avvincente. Ecco come Reza Aslan conclude il suo libro:

Duemila anni dopo, la creazione del Cristo di Paolo ha completamente assorbito il Gesù della storia. Il ricordo del fanatico rivoluzionario che attraversò la Galilea radunando un esercito di discepoli con l’obiettivo di stabilire il Regno di Dio sulla terra, il predicatore magnetico che sfidò l’autorità dei sacerdoti del Tempio a Gerusalemme, il nazionalista ebreo radicale che sfidò l’occupazione romana e perse, è stato quasi completamente perduto nella storia. Peccato. Perché l’unica cosa che ogni studio completo del Gesù storico dovrebbe rivelare, io credo, è che Gesù di Nazareth, Gesù l’uomo, è altrettanto avvincente, carismatico e degno di lode come Gesù il Cristo. In breve, è qualcuno in cui vale la pena credere. ( )
  AntonioGallo | Mar 15, 2022 |
I was hoping for something scholarly and based more in fact. However, it is definitely interesting and food for thought. I enjoyed reading about the world that Jesus lived in. ( )
1 vota Thomas.Cannon | Dec 7, 2021 |
A fascinating, provocative, and meticulously researched biography that challenges long-held assumptions about the man we know as Jesus of Nazareth.
  BLTSbraille | Oct 25, 2021 |
Es mostren 1-5 de 127 (següent | mostra-les totes)
There is a sense in which each "biographer" of Jesus of Nazareth is like my young son: once I finish the work then I will know what the subject looks like. Reza Aslan is no different. He is an Iranian-American writer and scholar of religions and is a contributing editor for The Daily Beast. He is best known as the author of No God but God: The Origin, Evolution, and Future of Islam, which has been translated into thirteen languages and named by Blackwell as one of the 100 most important books of the last decade. His new book is Zealot: The Life and Times of Jesus of Nazareth. In a recent interview with The Nation Aslan is asked, Your Jesus is "the man who defied the will of the most powerful empire the world had ever known--and lost." Sounds a bit like Bradley Manning.He answers:



I think you could make a lot of comparisons in that regard. The historical Jesus took on the powers that be on behalf of the poor and the dispossessed, the outcast and the marginalized; he sacrificed himself for a group that most Romans--and the Jewish elite--didn't consider to be real people, much less people worthy of salvation.



Most of his approach is evident in that answer. Jesus, he argues, was outcast and marginalized, probably illiterate, and filled with zeal for the Jewish religion he was born into. He reminds us that the gospels were written after 70 CE, an important date because that is when the Romans returned and destroyed Jerusalem, burning the temple to the ground. The Romans slaughtered thousands of Jews, exiled the rest, and made Judaism a "pariah religion". [Read the interview here.]
afegit per delan | editametapsychology, Bob Lane (Sep 23, 2013)
 
Zealot reflects wide reading in the secondary literature that has emerged in the scholarly study of the historical Jesus. In that sense, as one colleague of mine puts it, Aslan is a reader rather than a researcher. Aslan’s reconstruction of the life of Jesus invests a surprisingly literalist faith in some parts of the gospel narratives. For example, he argues, against the scholarly consensus, that the so-called “messianic secret” in the Gospel of Mark (a text written four decades after the death of Jesus) reflects an actual political strategy of the historical Jesus rather than a literary device by which the author of that text made sense of conflicting bits of received tradition. His readings of the canonical gospels give little attention to the fact that the writers of these texts were engaged in a complex intertextual practice with the Hebrew scriptures in Greek, that these writers were interested in demonstrating that Jesus fulfilled prophecies written centuries earlier—in short, that the gospel writers were writers with (sometimes modest, sometimes expansive) literary aspirations and particular theological axes to grind. Biblical scholars have, over many decades, sought to develop methods of textual analysis to tease out these various interests and threads.

But Aslan does not claim to be engaged in literary analysis but in history-writing. One might then expect his reconstruction of the world of Jesus of Nazareth to display a deep understanding of second-temple Judaism. Yet, his historical reconstruction is partial in both senses of the term.
...
Simply put, Zealot does not break new ground in the history of early Christianity. It isn’t clear that any book framed as a “the life and times of Jesus of Nazareth” could, in fact, do so. Indeed, if it had not been thrust into the limelight by an aggressive marketing plan, the painfully offensive Fox News interview, and Aslan’s own considerable gifts for self-promotion, Zealot would likely have simply been shelved next to myriad other examples of its genre, and everyone could get back to their lives. As it is, the whole spectacle has been painful to watch. And as it is with so many spectacles, perhaps the best advice one might take is this: Nothing to see here, people. Move along.
 
Zealot likewise fits the temper of our times neatly -- too neatly. Aslan's controversial Fox News interview, about whether his Islamic background allows him to write an objective historical account of Jesus, obscures the real problem: the hubris of the professional provocateur.

Aslan has advanced his career -- he is a professor of creative writing, not a historian -- with self-serving criticism of the "demonization" of Islam under the Bush administration. Having fled Iran in 1979 for the United States, he interprets the 9/11 attacks as a clarion call to Muslims in the Middle East to overthrow oppressive regimes. Thus, the Arab Spring is seen as the happy fruit of that horrific event: an unequivocal march toward political freedom. "Across the board," he told Mother Jones, "what has happened is that the regimes in the region now understand that they can no longer just ignore the will of the people." (Aslan has less to say about the pernicious influence of radical Islamist jihad in directing the "will of the people" in Egypt, Syria, Libya and beyond.)
 
“Zealot” shares some of the best traits of popular writing on scholarly subjects: it moves at a good pace; it explains complicated issues as simply as possible; it even provides notes for checking its claims.

But the book also suffers from common problems in popularization, like proposing outdated and simplistic theories for phenomena now seen as more complex. Mr. Aslan depicts earliest Christianity as surviving in two streams after Jesus: a Hellenistic movement headed by Paul, and a Jewish version headed by James. This dualism repeats 19th-century German scholarship. Nowadays, most scholars believe that the Christian movement was much more diverse, even from its very beginnings.

Mr. Aslan also proposes outdated views when he insists that the idea of a “divine messiah” or a “god-man” would have been “anathema” to the Judaism of the time, or when he writes that it would have been “almost unthinkable” for a 30-year-old Jewish man to be unmarried. Studies of the past few decades — including “King and Messiah as Son of God” (Adela Yarbro Collins and John J. Collins) and my own “Sex and the Single Savior: Gender and Sexuality in Biblical Interpretation” — have overturned these once commonplace assumptions.

There are several other errors, though most are minor.
 
Scholars and believers alike tend to contrast sharply the founders of Christianity and Islam: Jesus the apolitical man of peace who turns the other cheek; and Muhammad the politician, jurist and general who takes much of the Arabian Peninsula by force. In “Zealot,” Reza Aslan blurs this distinction, depicting Jesus as a “politically conscious Jewish revolutionary” whose kingdom is decidedly of this world.
...

In short, Jesus was a frustrated Muhammad — a man who, like Islam’s founder, came to revolutionize the world by force yet, unlike Muhammad, failed. This makes for a good read. It might even make for a good movie. Just don’t tell me it’s true.
 

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Nom de l'autorCàrrecTipus d'autorObra?Estat
Reza Aslanautor primaritotes les edicionscalculat
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Eklöf, MargaretaTraductorautor secundarialgunes edicionsconfirmat
Greco, ElAutor de la cobertaautor secundarialgunes edicionsconfirmat
Maestro, Laura HartmanIl·lustradorautor secundarialgunes edicionsconfirmat
Nunn, JamesDissenyador de la cobertaautor secundarialgunes edicionsconfirmat
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Epígraf
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Do not think that I have come to bring peace on earth. I have not come to bring peace, but the sword.
Matthew 10:34
Dedicatòria
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For my wife, Jessica Jackley, and the entire Jackley clan,

whose love and acceptance have taught me more about Jesus

than all my years of research and study.
Primeres paraules
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Author's Note: When I was fifteen years old, I found Jesus.

Introduction: It is a miracle that we know anything at all about the man called Jesus of Nazareth.

Prologue: The war with Rome begins not with a clang of swords but with the lick of a dagger drawn from an assassin's cloak.

Chapter One: Who killed Jonathan son of Ananus as he strode across the Temple Mount in the year 56 C.E.?
Citacions
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Today, I can confidently say that two decades of rigorous academic research into the origins of Christianity has made me a more genuinely committed disciple of Jesus of Nazareth than I ever was of Jesus Christ.
Darreres paraules
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Nota de desambiguació
Editor de l'editorial
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Llengua original
CDD/SMD canònics
LCC canònic
Sifting through centuries of mythmaking, Reza Aslan sheds new light on one of history's most influential and enigmatic characters by examining Jesus through the lens of the tumultuous era in which he lived: first-century Palestine, an age awash in apocalyptic fervor. Scores of Jewish prophets, preachers, and would-be messiahs wandered through the Holy Land, bearing messages from God. This was the age of zealotry--a fervent nationalism that made resistance to the Roman occupation a sacred duty incumbent on all Jews. And few figures better exemplified this principle than the charismatic Galilean who defied both the imperial authorities and their allies in the Jewish religious hierarchy.

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