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Vivian Maier Developed: The Untold Story of…
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Vivian Maier Developed: The Untold Story of the Photographer Nanny (edició 2021)

de Ann Marks (Autor)

MembresRessenyesPopularitatValoració mitjanaConverses
461470,184 (4.63)Cap
Author Ann Marks unravels the mysteries surrounding the life of Vivian Maier, the nanny who lived secretly as a world-class photographer. Revelations include a traumatic New York childhood with a family at such odds, its ten members were buried in nine different cemeteries. An emotionally damaged Maier overcame early constraints through fortitude, intellect, and immense creative resources, to live an independent, fulfilling life on her own terms. This is the ultimate Maier biography - rigorously researched, engaging, and with over 500 images.… (més)
Membre:TColvin
Títol:Vivian Maier Developed: The Untold Story of the Photographer Nanny
Autors:Ann Marks (Autor)
Informació:Atria Books (2021), 368 pages
Col·leccions:Llegit, però no el tinc, Llista de desitjos
Valoració:****1/2
Etiquetes:Cap

Informació de l'obra

Vivian Maier Developed: The Untold Story of the Photographer Nanny de Ann Marks

Cap
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Es mostren totes 3
Nasce l’ 1 febbraio 1926 ( 21 aprile 2009) la famosa tata-fotografa per caso. Vivian Maier è uno dei massimi esponenti della street photography. Un’artista pura, straordinaria come la sua biografia, ancora oggi in gran parte sconosciuta.

Sappiamo che per mantenersi faceva la tata e nel tempo libero, con la sua Rolleiflex, rendeva immortale la quotidianità, gli sguardi degli emarginati e dei personaggi famosi. Una fotografa istintiva, autodidatta e dallo stile unico. Non ha mai pubblicato un suo scatto, ha raggiunto la popolarità solo dopo la sua morte. Curiosa la serie di coincidenze che l’hanno resa famosa a sua insaputa.

Tutto ha inizio nel 2007, quando un ragazzo, John Maloof, per alcune ricerche che stava facendo in un quartiere di Chicago, decide di acquistare un baule pieno di rullini fotografici sequestrati a una donna sepolta nei debiti a un’asta pubblica.

Una giornata memorabile per Maloof e per la storia della fotografia. Nelle sue mani c’erano centinaia di rullini non sviluppati, girati da un artista che sarebbe presto diventato uno dei punti di riferimento della fotografia di strada.

Ma chi era Vivian Maier? Maloof iniziò immediatamente la ricerca. Scoprì che Vivian, nata il 1 febbraio 1926 a New York, aveva quasi sempre vissuto a Chicago e si era mantenuta facendo da babysitter, scattando foto per hobby dopo la morte della madre. Immagini che ritraevano la strada e la gente del quartiere, e tanti autoritratti che mostravano la sua persona riflessa nelle vetrine dei negozi.

Seppe che la donna era ancora viva, era single e aveva 81 anni. Alla fine scoprì che Vivian non si era mai separata dal suo archivio fotografico, lo portava sempre con sé in ogni famiglia in cui andava a lavorare, anche quando doveva riempire duecento scatole di cartone.

E mentre Maloof la cercava per onorare e gloriarsi del suo lavoro, Vivian, ignara di tutto, lasciò il mondo: morì nel 2009 in seguito a un incidente sul ghiaccio, in cui cadde battendo la testa.
Una artista dalla vita enigmatica, forte e bizzarra allo stesso tempo, vestita con abiti lunghi, cappello e scarpe pesanti da uomo anche in piena estate. Una donna senza figli né amici che amava fare autoritratti in cui la sua immagine appare sempre come un’ombra o un riflesso. Forse un modo per cercare di comunicare con il mondo, per dire “io sono qui”. Virtù sconosciuta nella vita, poi diventata famosa a sua insaputa.

«Be’, suppongo che nulla sia destinato a durare per sempre. Dobbiamo fare spazio ad altre persone. È una ruota. Vai avanti, devi andare fino in fondo. E poi qualcuno ha la stessa opportunità di andare fino in fondo e così via”.
Vivian Maier ( )
  AntonioGallo | Mar 15, 2022 |
Nasce l’ 1 febbraio 1926 ( 21 aprile 2009) la famosa tata-fotografa per caso. Vivian Maier è uno dei massimi esponenti della street photography. Un’artista pura, straordinaria come la sua biografia, ancora oggi in gran parte sconosciuta.

Sappiamo che per mantenersi faceva la tata e nel tempo libero, con la sua Rolleiflex, rendeva immortale la quotidianità, gli sguardi degli emarginati e dei personaggi famosi. Una fotografa istintiva, autodidatta e dallo stile unico. Non ha mai pubblicato un suo scatto, ha raggiunto la popolarità solo dopo la sua morte. Curiosa la serie di coincidenze che l’hanno resa famosa a sua insaputa.

Tutto ha inizio nel 2007, quando un ragazzo, John Maloof, per alcune ricerche che stava facendo in un quartiere di Chicago, decide di acquistare un baule pieno di rullini fotografici sequestrati a una donna sepolta nei debiti a un’asta pubblica.

Una giornata memorabile per Maloof e per la storia della fotografia. Nelle sue mani c’erano centinaia di rullini non sviluppati, girati da un artista che sarebbe presto diventato uno dei punti di riferimento della fotografia di strada.

Ma chi era Vivian Maier? Maloof iniziò immediatamente la ricerca. Scoprì che Vivian, nata il 1 febbraio 1926 a New York, aveva quasi sempre vissuto a Chicago e si era mantenuta facendo da babysitter, scattando foto per hobby dopo la morte della madre. Immagini che ritraevano la strada e la gente del quartiere, e tanti autoritratti che mostravano la sua persona riflessa nelle vetrine dei negozi.

Seppe che la donna era ancora viva, era single e aveva 81 anni. Alla fine scoprì che Vivian non si era mai separata dal suo archivio fotografico, lo portava sempre con sé in ogni famiglia in cui andava a lavorare, anche quando doveva riempire duecento scatole di cartone.

E mentre Maloof la cercava per onorare e gloriarsi del suo lavoro, Vivian, ignara di tutto, lasciò il mondo: morì nel 2009 in seguito a un incidente sul ghiaccio, in cui cadde battendo la testa.
Una artista dalla vita enigmatica, forte e bizzarra allo stesso tempo, vestita con abiti lunghi, cappello e scarpe pesanti da uomo anche in piena estate. Una donna senza figli né amici che amava fare autoritratti in cui la sua immagine appare sempre come un’ombra o un riflesso. Forse un modo per cercare di comunicare con il mondo, per dire “io sono qui”. Virtù sconosciuta nella vita, poi diventata famosa a sua insaputa.

«Be’, suppongo che nulla sia destinato a durare per sempre. Dobbiamo fare spazio ad altre persone. È una ruota. Vai avanti, devi andare fino in fondo. E poi qualcuno ha la stessa opportunità di andare fino in fondo e così via”.
Vivian Maier ( )
  AntonioGallo | Mar 15, 2022 |
And now the story is told! The renowned street photographer, discovered when her 143,000 images (some prints, but mostly undeveloped film) came up for auction when she did not pay a $2400 storage bill, has been a mystery since her death in 2009. The author researched Maier for years, going back to her birth in France and forward to the families who employed her in NYC and in Chicago, and portrays a headstrong, independent woman who was attached to very few people but completely devoted to her craft. Her first remarkable discovery was that ten Maier family members were buried in nine different cemeteries in the New York area, indicating high levels of estrangement on both sides. Maier’s childhood in the bucolic Hautes-Alps region of Southeast France was fairly normal for that time (1926) and rural region, but her neglectful parents and the mental illness than ran strongly in both sides caused her to avoid entanglements, seeking paying work as a nanny, and to depend on the kindness of strangers. Most of her employers found her to be overly strict, cold and distant, but she was drawn to children as full humans and was able to care for and photograph them most unsentimentally. The disruptions of her early years in New York, where she and her mother moved when Vivian was ten, formed her barriers and also turned her into a hoarder. In addition to the book being printed on rich paper, befitting the many images that have never before been published, the author's thoroughness and her determination to create a complete portrait and to solve her mysteries make this a thrilling read for anyone with even a passing interest in Maier and her work. Included is the saga of the discovery of her talent and an examination of the controversies that surrounded Maier's launch into the world.

Quote: “If there is a tragedy, it is that her interpersonal issues prevented others from discovering her real genius and her from sharing it.” ( )
  froxgirl | Dec 24, 2021 |
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Llengua original
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LCC canònic

Referències a aquesta obra en fonts externes.

Wikipedia en anglès

Cap

Author Ann Marks unravels the mysteries surrounding the life of Vivian Maier, the nanny who lived secretly as a world-class photographer. Revelations include a traumatic New York childhood with a family at such odds, its ten members were buried in nine different cemeteries. An emotionally damaged Maier overcame early constraints through fortitude, intellect, and immense creative resources, to live an independent, fulfilling life on her own terms. This is the ultimate Maier biography - rigorously researched, engaging, and with over 500 images.

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Descripció del llibre
Sumari haiku

Cobertes populars

Dreceres

Valoració

Mitjana: (4.63)
0.5
1
1.5
2
2.5
3
3.5
4 1
4.5 1
5 2

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